Oltre cento ritratti per raccontare i protagonisti della cultura, dell’arte e dello spettacolo del secondo Novecento, giovedì 11 giugno il finissage a Malpensa
Un omaggio a un artista che ha segnato l’immaginario visivo dagli anni Settanta fino agli inizi del nuovo millennio. Lo spazio PhotoSquare di Malpensa, luogo dedicato alla valorizzazione della fotografia e della cultura dell’immagine, ospita una straordinaria mostra dedicata a Gabriele Maria Pagnini, maestro del ritratto e autore di alcune delle immagini più iconiche della scena culturale internazionale.
Giovedì 11 giugno si terrà il finissage dell’esposizione di oltre cento ritratti di grandi protagonisti della cultura, dell’arte, della musica, del cinema e dello spettacolo: Federico Fellini, Andy Warhol, Italo Calvino, Wim Wenders, Roberto Benigni, Dario Fo, David Hockney, Riccardo Muti, Allen Ginsberg, Catherine Deneuve, Luciano Pavarotti, Isabella Rossellini, Jeanne Moreau, solo per citarne alcuni.
Molte delle opere esposte sono state pubblicate sulle più prestigiose riviste internazionali, tra cui Vogue (Italia, Francia, Germania, Spagna e Regno Unito), L’Uomo Vogue, Harper’s Bazaar e Ritz Newspaper, il celebre periodico diretto da David Bailey, figura iconica della fotografia britannica. Le immagini restituiscono un panorama unico della ritrattistica editoriale del secondo Novecento, raccontando un’epoca attraverso i volti dei suoi protagonisti.
Un Maestro del Ritratto
Con una formazione da reporter e l’anima di un pittore, Gabriele Maria Pagnini ha sviluppato nel corso della sua carriera un linguaggio visivo personale e riconoscibile, capace di coniugare la lezione della pittura rinascimentale con suggestioni moderne che richiamano l’opera di Degas.
Le sue fotografie, prevalentemente in bianco e nero, vanno oltre la semplice rappresentazione del soggetto: scandagliano l’anima delle persone ritratte, rivelandone emozioni, fragilità e intensità. Un vero e proprio “corpo a corpo” con la macchina fotografica che permette di cogliere la verità nascosta dietro il personaggio pubblico.
Come scrisse Federico Zeri, le sue sono “foto di rara sostenutezza formale e ancor più rara penetrazione psicologica… ritratti d’eccezione, in cui colpisce l’assoluta mancanza di surrogati letterari o esornativi”.
